Una passeggiata a Posillipo, da Mergellina al Borgo di Marechiaro

Marechiaro

Nei pressi della Stazione della Metropolitana di Mergellina, poco prima del tunnel, che collega con il quartiere di Fuorigrotta, segnaliamo l’ingresso al Parco Virgiliano di Piedigrotta.

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Viale Parco Virgiliano-Mergellina-

Nel Parco possiamo visitare la Tomba di Virgilio, in buona compagnia dal 1939 per il trasferimento delle spoglie di un altro sommo poeta, che amava la città di Napoli, Giacomo Leopardi. Qui sorse un tempo la villa di Virgilio, e qui che lo scrittore compose alcune tra le sue opere, le Bucoliche e le Georgiche. Mago e taumaturgo aveva grande dimestichezza anche con erbe. La sua tomba è collocata a sinistra dell’ingresso della Crypta Neapolitana.

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Crypta Neapolitana

 

La Crypta Neapolitana, che la tradizione vuole costruita in una sola notte da Virgilio, ma risalente al I secolo d.c. La Crypta Neapolitana mette in comunicazione Napoli con Pozzuoli. Si tratta di una galleria lunga circa 700 metri ed alta 10 metri , scavata nel tufo. La grotta era presente prima dei coloni greci ed i romani la usarono come tempio mitraico, in realtà risale all’antico popolo dei Cimeri. Sulla parete della loggetta è dipinto il Volto del Dio Mitra.

Sulla collina si aprono anfratti, da dove si possono ammirare le profondità della città. La caratteristica forma a trapezio delle sue volte, sono simili a quelle dell’antro della Sibilla di Cuma.

Nel parco è possibile effettuare anche un percorso botanico-culturale, poiché sono presenti piastrelle con indicati i nomi delle piante e la citazione virgiliana.

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Piastrelle nel Parco Virgiliano

All’uscita del Parco, si trova la Chiesa di Piedigrotta. Proseguiamo per Piazza Sannazzaro dove ammiriamo la Fontana della Sirena Partenope, da qui ci dirigiamo, dopo aver superato la Piazzetta del Leone, verso largo Sermoneta, con un’altra bella fontana, la Fontana del Sebeto.

Lungo Via Posillipo, troviamo la sagoma maestosa di Palazzo Donn’Anna, che Benedetto Croce descrisse come: quel nero dirupo grandioso palagio fondato sopra uno scoglio e per tre lati circondato dalle onde.

 

A metà Seicento Anna Carafa, moglie del vicerè di Napoli, vi trascorse i suoi ultimi giorni di vita, in preda alla follia del tradimento dell’amante.

Lungo la Via Posillipo al civico 250 si può ammirare la Baia di San Pietro ai due Frati.

Dopo pochi chilometri giungiamo tra ville e ristoranti in Piazza San Luigi e poi il borgo di Marechiaro, con la fenestella immortalata da Salvatore di Giacomo.

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