Palazzo Donn’Anna Via Posillipo 365

A Posillipo si erge la sagoma incompiuta e maestosa di Palazzo Donn’Anna. Il palazzo di tufo incute timore con le sue finestre alte e senza vetri, che guardano il mare.  Pieno di grotte, nicchie e grandi archi della facciata che conferiscono alla dimora seicentesca l’aspetto che ognuno può associarvi, da rudere a palazzo barocco. Il Fanzago ne fu ideatore e costruttore.

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Costruito nel XV secolo su un edificio già esistente, La Sirena, di Dragonetto Bonifacio. Nel 1571 il palazzo diventò proprietà dei Ravaschieri, che lo vendettero per 800 ducati al principe Luigi Carafa di Stigliano, il nonno di Donna Anna Carafa. Il palazzo fu ricostruito nel 1462 dall’Architetto Cosimo Fanzago ed ebbe nome Palazzo Donn’Anna, che era moglie del vicerè Ramiro Nunez de Guzman. Ai suoi piedi una spiaggia oggi frequentata dai bagnanti.

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A metà del Seicento Anna Carafa moglie del vicerè di Napoli, vi trascorse i suoi ultimi giorni di vita in preda alla follia per il tradimento del suo amante.

Sotto regno di Ferdinando IV di Borbone, per allargare la strada di Posillipo, venne parzialmente distrutta un’ala. Fu poi fabbrica di cristalli nel 1824 i cui bagliori riaccesero le leggende; acquistato dalla Banca d’Italia e dai Capece Minutolo e poi dai Colonna di Paliano. Oggi è diviso tra più proprietari.

 

Via Posillipo 365

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