Mausoleo ai caduti di Napoli o Mausoleo Schilizzi, Via Posillipo

Il Mausoleo Schilizzi, conosciuto anche come Mausoleo di Posillipo o ara votiva per i caduti della patria, è sito in un piccolo parco in Via Posillipo.

È il sacrario della memoria di coloro che morirono durante le due guerre mondiali e le quattro giornate di Napoli, per liberare la città dal nazifascismo.  La Festa della Repubblica del due giugno ne celebra i caduti.

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Matteo Schilizzi banchiere livornese, nella seconda metà dell’Ottocento fece costruire dall’ingegnere Alfonso Guerra questo mausoleo in stile neo-egizio. L’edificio prima di essere completato, morto il banchiere, fu messo in vendita.

ingresso-mausoleo-cariatidiNel 1919 Camillo Guerra, figlio di Alfonso si oppose all’abbattimento dell’opera di suo padre. Così ottenne che fosse trasformato nel sacrario la cui realizzazione fu però difficile per la mancanza di fondi. La pianta della chiesa a tre navate. L’ipogeo, destinato a diventare cripta dei caduti, è ampliato e isolato dal tempio superiore.

Il portico dell’edificio confina nella parte posteriore col rione Belsito, verso piazza Salvatore Di Giacomo, ed ha da quattro colonne a fior di loto.

La cornice ne riquadra gli angoli con motivi di luoghi di culto tolemaici; la cupola a sesto fortemente rialzato, s’innesta al tamburo con raccordi triangolari. Giambattista Amendola,  scultore sarnese, posizionò le cariatidi.

 

 

La contessa Anna Martinelli mise a disposizione la somma per l’acquisto del manufatto dagli eredi Schilizzi. Nel 1929 il Mausoleo fu ufficialmente consacrato alla memoria dei Caduti e consegnato alla città. Ma da circa vent’anni il mausoleo è in stato di degrado, ci sono distacchi di calcinacci ed intonaco. Il parco che circonda il sacrario è in stato di abbondono, con fitti strati di fogliame.

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