Il Ragù napoletano e poesia di Eduardo De Filippo

Napoli non solo da visitare ma anche da gustare. Chi arriva a Napoli, oltre ad ammirare le molteplici bellezze naturali e artistiche, non potrà non gustare anche i suoi sapori.

L’arte culinaria napoletana è conosciuta in tutto il mondo e i piatti della tradizione, resistono nonostante i tempi che cambiano. Tra i piatti che potremmo definire un “cult” della tavola napoletana c’è il Ragù, detto in napoletano ‘O rraù.

Il tipico pranzo della tradizionale domenica napoletana decantato anche nei film, nelle poesie e nelle canzoni. Estimatore del ragù è stato Eduardo De Filippo che scrisse anche una poesia oppure la sua preparazione nella commedia, Sabato, domenica e lunedì del 1959.

‘O ‘rraù

‘O rraù ca me piace a me m’ ‘o ffaceva sulo mammà. A che m’aggio spusato a te, ne parlammo pè ne parlà. Io nun sogno difficultuso; ma luvàmell”a miezo st’uso. Sì, va buono: cumme vuò tu. Mò ce avèssem’ appiccecà? Tu che dice? Chest’è rraù? E io m’a ‘o mmagno pè m’ ‘o mangià… M’ ‘a faje dicere na parola? Chesta è carne c’ ‘a pummarola.

Ricetta per 6-8 persone:

Di questo sugo ci sono diverse varianti, 4 braciole 500 kg di puntine di maiale 300 grammi di muscolo di manzo, qualche nerbo, due bottiglie di passato di pomodoro un concentrato di pomodoro, Olio extra vergine Cipolle, Sale e vino bianco o rosso.

Preparazione:

In un tegame preferibilmente di coccio far rosolare a fiamma vivace la cipolla con l’olio, quando la cipolla è diventata bionda, aggiungere i vari pezzi di carne e far formare una sorta di crosticina, farli sfumare con il vino e quando avranno un bel colorito, si potrà aggiungere il concentrato di pomodoro.

Far amalgamare bene il tutto e aggiungere le bottiglie di passato. Dopo che il sugo ha raggiunto il punto di ebollizione abbassare al minimo la fiamma a far “pipiare”, cioè bollire lentamente per 3-4 ore. Salare a piacere verso la fine e all’occorrenza aggiungere acqua calda per ultimare la cottura.

Girare con un cucchiaio di legno avendo l’accortezza di raccogliere il sugo dai lati della pentola. Una volta spento il fuoco, aggiungere una bella manciata di basilico, spezzettato con le mani. La pasta ideale per questo sugo è quella di tipo bucato, come ziti, le penne, i paccheri. Per fare questo sugo, secondo la tradizione ci vuole un poco di pazienza, visti i lunghi tempi di cottura, sicuramente ne vale la pena e Buon Appetito.

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