Il Presepe ligneo di Santa Maria in Portico

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Tra i presepi napoletani famosi citiamo il presepe ligneo seicentesco della Chiesa di S.Maria in Portico, opera dell’artista Pietro Ceraso, caposcuola dei “figurari”. Le figure sono a grandezza naturale e sono ricoperte di ricche stoffe e adornate alla maniera barocca spagnolesca.

I manichini lignei vennero svuotati per farli muovere, è questa una nuova tecnica. Per i volti fu utilizzata una pasta che consentiva di trasformare una maschera in una scultura.

L’ambientazione è il secondo elemento nuovo: una stalla-ricovero con la tettoia che sporge, ci sono delle frasche che la ricoprono, il panorama si intravede attraverso una finestra. Gli interpreti sono immobili e gli spettatori mobili con sembianze tipiche di personaggi del rione.

Il presepe è stato realizzato intorno al 1647, esso è costituito da 15 figure, di cui sono rimaste solo quattro, il bue, l’asino, il re Mago giovane e il bambino detto della Duchessa.

Nel 1690 i Padri di Santa Maria in Portico lo ampliarono e rinnovarono commissionandolo allo scultore veneto napoletanizzato Giacomo Colombo.

Colombo aveva già realizzato figure terzine e sculture, creò nuovi personaggi, quali la coppia di vecchietti con il nipotino, la “foritana” ed il giovin signore.

La tradizione vuole che i due vecchi rappresentino i custodi del giardino del convento con il loro nipotino, la “foritana” è la donna venuta da fuori le mura, ed è simile alla Madonna della Pietà di Eboli dello stesso scultore. Il ritratto del giovin signore è molto originale. La sua testa è calva per evidenziare l’abitudine di portare parrucche.

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Presepe Ligneo Chiesa S. Maria In Portico

Il Colombo eseguirà anche il S. Giuseppe e la Madonna e nel 1709 sostituirà alcune figure dei Ceraso e aggiungerà il re Mago moro ed il paggetto congolese.

Le ultime figure sono molto diverse da quelle antiche, nel pieno degli schemi del settecento.

Il presepe è molto noto e fu esposto per mezzo secolo, poi fu necessario un nuovo intervento, affidato allo scultore Giuseppe Picano.

Il Picano, esperto di scultura lignea, marino, stucco e terracotta, crea la figura del povero in adorazione, che ricorda le immagini inserite nel fondo della composizione dal pittore, Luca Giordano; quella dell’uomo villano o pastore dell’annunzio; il grosso cane pastore.

Nel 1862 furono aboliti gli ordini religiosi e la Chiesa ed il convento vennero chiusi. Il presepe fu messo in un deposito.

Nel Natale del 1872 il Rettore dell’epoca decide di esporlo ai fedeli, composto dalle antiche figure, facendo rimodernare i manichini lignei e aggiungendone nuovi.

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Vico S.Maria in Portico

Fu lo scultore Vincenzo Reccio ad essere incaricato della realizzazione, sostituì la Madonna ed aggiunse un paggetto negro, un ragazzino che si muove verso la grotta e figure secondarie.

Alla fine dell’800 un intervento manomise gli abiti antichi e danneggio le sculture.

Nel 1961 l’azienda di Soggiorno, cura e turismo di Napoli affidò il recupero del presepe danneggiato durante la seconda guerra mondiale, ai Proff. Lebro.

Il bambino della Duchessa fu proprio in quell’occasione mostrato al pubblico, con tutto il complesso in una mostra allestita al Palazzo Reale con grosso successo.

Ora è sistemato all’interno della Chiesa di Santa Maria in Portico. In un vano laterale è stata allestita una grotta che non impedisce le funzioni del culto durante le visite dei turisti e dei napoletani stessi che vi si recano. Speriamo vogliate visitare anche voi il presepe nel quale si distingue la Sacra coppia, a destra il “pezzente” della tradizione, poi c’è il re Mago vecchio, in primo piano c’è il pastore dell’annunzio ( tre capolavori del Picano). Poi a sinistra c’è la coppia di vecchi con il nipotino, la “foritana” con il giovin signore del Colombo.

Questa sistemazione sarà definitiva e mostrerà il complesso di figure presepiali plurisecolare della tradizione napoletana.

 

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