Il Castello del Carmine e la leggenda del Crocifisso

Durante la battaglia di Alfonso di Aragona contro gli Angioni, il Castello del Carmine sostenne i colpi di cannone che venivano lanciati su di esso.

Le artiglierie di Alfonso il Magnanimo comandate da suo fratello Pietro di Castiglia, tormentavano il Castello del Carmine, senza preoccuparsi della Chiesa del Carmine.

Una grossa palla di cannone colpì il tempio e sfondò l’abside, colpendo anche il tabernacolo in cui era collocato un crocifisso del Trecento. Così tutti pensarono che il Cristo fosse andato distrutto, e tutti si meravigliarono quando si accertò che la statua, aveva un solo particolare diverso da prima del colpo di cannone. La sua testa era reclinata sull’omero destro con la bocca e gli occhi chiusi, come per evitare il colpo mortale.

Ovviamente si gridò al miracolo e si cercò di spostare il crocifisso che nel frattempo era diventato così pesante da risultare intrasportabile. Esso è conservato ancora oggi nel Castello del Carmine. Intanto Alfonso si mostrò addolorato per l’accaduto e pregò suo fratello di non cannoneggiare ancora contro la Chiesa.

Pietro di Castiglia però non volle desistere, qualche giorno dopo però un colpo di bombarda sparato dal Castello del Carmine gli troncò di netto la testa. Il Castello del Carmine è degno di nota per gli eventi legati alla rivoluzione di Masaniello del 1647.

Dove si trova il Castello del Carmine: In  Piazza Guglielmo Pepe, ultimo tratto del Corso Garibaldi, la bella Porta del Carmine e il nucleo centrale incorporato in un edificio militare, sul lato sud della Piazza del Carmine le due torri che rappresentano ciò che resta del Castello del Carmine in Via Marina. Fu fatta costruire nel 1382 da Carlo di Durazzo e fu chiamato “Sperone”.

Il castello ospitò illustri prigionieri:  Eleonora Pimentel Fonseca, Luisa Sanfelice, Ettore Carafa, Domenico Cirillo, Gennaro Serra.

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