Dalla conca di Agnano a Pozzuoli Alta

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Lasciato il quartiere di Bagnoli, ci dirigiamo verso la Conca di Agnano per visitare il complesso termale di Agnano. Le prime di epoca greca, le rovine visitabili oggi, sono quelle romane. Verso la fine del XIX secolo furono riconsiderate le sorgenti sulfuree e le acque terapeutiche. Le terme di Agnano ebbero il periodo di maggior fortuna negli Anni Venti del Novecento, come complesso ideale. Nella seconda guerra mondiale divennero sede militare degli americani. Negli Anni Sessanta fu demolita una parte delle strutture in stile liberty per creare un albergo progettato da Giulio De Luca. Nel 2011 vennero inaugurate le piscine esterne. Durante il restauro sono tornate alla luce le antiche Terme romane e altri resti archeologici.Il nome Agnano sembra derivi dal termine Anauni, serpente.

Nella conca era presente il Lago di Agnano, oggi è possibile visitare la Grotta del Cane, di origine vulcanica.

La grotta del cane è stata riaperta dopo trent’anni, ed è famosa per il fenomeno delle mofete. Larga un metro ed alta due metri. La grotta è ancora oggi testimonianza dell’esalazione di anidride carbonica dal sottosuolo. L’acido, dal peso specifico maggiore di quello dell’aria, si condensa anche a 30 cm dal suolo. Il nome della grotta deriva da  un esperimento nel XVIII secolo che vedeva l’introduzione di un cane nella cavità,  colpito immediatamente da sintomi di asfissia, veniva poi liberato. La parte bassa della grotta è infatti di colore più scuro, nel passaggio dalla parte chiara a quella scura, una candela si spegne. Il Gruppo Speleologico Napoletano ne ha esplorato una prima parte.

Il cunicolo che la precede è  lungo otto metri.

Alexandre Dumas:Il padrone spinse dentro (il cane )… appena dentro, … balzò, si levò sui posteriori per sollevare la testa al di sopra dell’aria mefitica che lo circondava. Ma tutto fu inutile: presto vacillò… si coricò, irrigidì le membra, le agitò come in una crisi di agonia, poi… rimase immobile… la bocca piena di schiuma… Lo credetti morto. …”

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All’uscita dalle Terme e risalendo per Via Antiniana e Via Scarfoglio, si arriva in Via San Gennaro, dove troviamo il Santuario di San Gennaro.

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Il Santuario di San Gennaro fu eretto nel 1574 per accogliere i Padri Cappuccini, fu rinnovata nel 1701. Un incendio la distrusse nel 1860, e ricostruita e arricchita di marmi nel 1926.

La sua facciata è neoclassica, all’interno la Chiesa ha una sola navata, la volta è a botte unghiata. Qui è conservata la pietra macchiata del sangue del santo. E’ proprio questo sangue che si ravviva come si liquefa quello raccolto nell’ampolla custodita nel Duomo di Napoli, la prima domenica di maggio ed il 19 settembre. Nella Chiesa è custodito il mezzo Busto del santo in marmo.  Sulla cappella una incisione in onore del santo decollato. Attiguo vi è un convento.

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Poco distante vi è la Solfatara, oasi naturale estesa 33 ettari, ha forma ellittica, alta 98 metri. I turisti certamente saranno entusiasti della visita presso questo vulcano, la cui ultima eruzione risale al 1198. Ancora oggi gorgogliante, con fumarole che arrivano oltre i 150 °C e fuoriuscita di fango bollente.

Si può visitare la Fangaia o Bocca Grande, il Pozzo dell’acqua minerale,  e le vecchie stufe o saune naturali. All’interno della Solfatara è situato il Camping Internazionale.

Proseguendo l’itinerario il consiglio è percorrere la Via Solfatara per arrivare all’Anfiteatro Flavio.

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L’Anfiteatro Flavio è per grande la terza arena, collocato all’incrocio delle strade che arrivano da Capua, da Napoli e da Cuma. Ha quattro ingressi principali e tre ordini sovrapposti, dodici sono gli accessi secondari.

La cava poteva contenere fino a 40.000 spettatori. Proprio nell’arena ci furono i primi martiri dei Cristiani,  nell’ambulacro  è visibile una piccola chiesa edificata in onore di San Gennaro che qui vide la preparazione del supplizio nel 305 d.c.  Nel 1689 fu costruita in ricordo del Santo la chiesetta.

Poco più avanti, all’uscita dell’Anfiteatro si trova Il Tempio di Nettuno.

Tempio di Nettuno e Terme: Corso Terracciano

Sorge nei pressi dell’Anfiteatro maggiore di Puteoli. SI rinvengono i resti del Frigidarium, e la sua parte posteriore. Il Calidarium, posto più in basso è reso non visibile per la costruzione di edifici moderni. Fu realizzato tra il II secolo d.C e fu  utilizzato fino al IV sec. d.C.

Alle sue spalle la Necropoli Romana si trova lungo Via Celle è costituita da 14 edifici risalenti alle prima metà del I secolo a.C. destinati alla celebrazioni di riti sacri.

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Infine concludiamo questo itinerario con la visita a Palazzo Toledo,  sito in Via Pietro Ragnisco e al quale si giunge percorrendo la strada in discesa, che si trova poco prima del Tempio di Nettuno.

Palazzo Toledo fu fatto edificare dal vicerè Pedro Alvarez de Toledo, dopo l’eruzione del 1538 che fece nascere il Monte Nuovo, per dimostrare lo scampato pericolo. Al Palazzo vero e proprio si accede da Via Rascigno, c’è poi il passaggio Toledo per la guarnigione, e la Torre. La residenza puteolana cadde in disuso col tempo. Fu adibita prima a granile, poi divenne caserma , la Torre si trasformò in carcere. Nel 1870 fu acquistato dal Comune di Pozzuoli per farne un ospedale, Santa Maria delle Grazie. Diventato poi biblioteca Comunale negli Anni Settanta, fu poi abbandonato per il bradisismo. Visibile lo stemma in marmo sulla porta dell’ingresso secondario sito in Via Pergolesi.

Visite: Palazzo Toledo è visitabile a settimane alterne,  di mattina dalle ore 8 alle ore 14, ed  una di pomeriggio 14\19

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