Basilica del Carmine, Chiesa di Santa Croce e incendio del campanile

La madonna nera del Carmine, è più di una madonna.  Tanto è vero che è ancora in uso dei napoletani il motto, in occasione di eventi eccezionali MAMMA rò CARMNN’, per indicare il legame con la Madonna Bruna.

Essa è considerata una madre, forse perché assistette alla decapitazione di CORRADINO DI SVEVIA allora sedicenne, o forse per il miracolo del Crocefisso che si può vedere dal 26 dicembre al 2 gennaio. Tale storia è legata alla lotta tra Angioini ed Aragonesi nel XV secolo.

tomba-di-corradino-di-svevia La Basilica Santuario del Carmine è comunque una meravigliosa opera barocca forse dimenticata. Si trova in Piazza del Carmine che era prima un’unica piazza con Piazza Mercato.  L’interno presenta un’ampia navata, un soffitto a cassettoni e cappelle chiuse da balaustre che sono ai lati della navata. Il soffitto originario del Seicento in legno fu distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Un aeromoto avvenuto nel Porto di Napoli ne causò il crollo.

Tra le cappelle laterali troviamo la Cappella della Madonna del Carmine detta Madonna del Colera perché portata in processione in occasione delle epidemie. Vi possiamo trovare oltre alla Tomba di Corradino, figlio di Corrado IV, uno stupendo chiostro interno che non è visitabile per mancanza di personale, la cui volta a crociera ha pitture in stile pompeiano, il pavimento è in marmi di piperno e marmo bianco. Al centro del chiostro vi è una fontana in marmo del XVI secolo con due ninfee.

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Volta del Chiostro del Carmine

Il campanile è stato costruito contemporaneamente alla Basilica, è stato diverse volte danneggiato e nella prima metà del XVII secolo mostra le fattezze attuali. I primi tre piani sono costruiti in stile ionico, dorico e corinzio ad opera dell’architetto  Giovan Giacomo Di Conforto. Poi fu innalzato il primo piano ottagonale, nel 1627 fu terminato il secondo piano ottagonale. Infine nel 1631 fu completata la cuspide dal domenicano Fra  Giuseppe Nuvolo. In cima alla cuspide maiolicata c’è la croce su un globo di rame di 110 cm di diametro. Al suo interno le campane che da 4 passarono a cinque. Ogni campana ha un nome. Sant’Alberto, Sant’Angelo Martire, Santa Barbara, Santa Maria Maddalena dei Pazzi, Santa Maria del Carmine che si trova al centro.

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Il campanile della Basilica del Santuario del Carmine è il più alto della città di Napoli con i suoi 75 metri. In questa Basilica furono celebrati il funerali del Principe De Curtis in arte Totò.

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Incendio del campanile del Carmine

Festa del Carmine:

Ogni anno il 15 luglio in occasione dei festeggiamenti in onore della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo c’è il simulacro di incendio del campanile con accensione di luminarie, intrattenimento musicale e spettacolo pirotecnico.

Facendo pochi passi nella Piazza Mercato troviamo la Chiesa di Santa Croce e Purgatorio, che si dice fu eretta dai napoletani nel luogo della morte dell’ultimo erede della casa sveva. Li è custodita la pietra dell’esecuzione, e la leggenda narra che il quel punto sgorgò una fonte d’acqua considerata per secoli miracolosa dai napoletani.

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Facciata della Chiesa di Santa Croce e Purgatorio

La Chiesa fu dedicata alla Croce che fu posta su una colonna al suo interno. All’interno roviamo un ceppo con lo Stemma dei cuoiai, dove Domenico Punzo, decapitò Corradino di Svevia nel 1268.

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Nel 1781 un incendio del campanile della Chiesa del Carmine distrusse le botteghe in legno e danneggiò le cappelle. La Chiesa presenta una pianta a croce greca è divisa in tre navate. Questa chiesa è chiusa al pubblico e le opere di Luca Giordano presenti al suo interno sono state trasferite al Museo Civico di Castel Nuovo.

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