Antica Via Puteolana: passeggiata tra storia e shopping

vico-s.maria-in-portico

Ripercorriamo l’antica strada che collegava la città di Neapolis a Pozzuoli, tramite la Cripta Neapolitana (grotta vecchia).  Una passeggiata che ci porterà per strade, oggi note e frequentate, ma immaginiamola come era nei tempi antichi.

Partendo dalla Tomba di Virgilio, che si trova a Mergellina, dove un tunnel conduce al quartiere di Fuorigrotta, e ad angolo c’è appunto il Mausoleo di Virgilio e la grotta di Priapo. All’interno del Parco troviamo il marmo austero della tomba di Giacomo Leopardi del 1939.

La grotta di Priapo invece si trova nella parte più elevata della collina attualmente ostruita. Nel tempo romano veniva utilizzata per facilitare i collegamenti tra Napoli e Pozzuoli.

Discendiamo l’attuale Via Piedigrotta e continuiamo per la Riviera di Chiaia, pensando di avere il mare alla nostra destra, fino alla Calata di Santa Maria in Portico dove nell’omonima Chiesa è custodito un pregiato presepe ligneo del Seicento opera dell’artista P.Ceraso.

vico-s.maria-in-portico

Vico S.Maria in Portico

 

Chiaia deriva il suo  nome dai coloni greci fondatori della città ed è associata alla zona più bella di Napoli. La zona va dall’attuale Piazza Trieste e Trento, per arrivare a Mergellina e la costiera di S. Lucia e della riviera.

palazzo-cellamare

Palazzo Cellamare

 

Chiaia deriva nella parola greca “plaga”  e significa spiaggia. I latini chiamavano questo litorale “Plaga Olimpica” poi Plaja infine “Spiaggia”. La Plaga era fuori delle mura della città, lungo l’antica via Puteolana.

palazzo-cellamare

Palazzo Cellamare

Secondo gli studiosi comprendeva la zona fra l’attuale strada di Chiaia e quell’esterna che fiancheggiava le grotte Platamoniae. Le  due strade arrivavano alla via che seguiva il mare, la vera Plaga la nostra attuale Mergellina. Era questa la via che collegava la città con Puteoli, oggi Pozzuoli grazie alla grotta. La zona conservò il suo aspetto sotto i normanni, gli svevi, gli angioini e gli aragonesi, poi sotto Carlo V vi si cominciarono a costruire case signorili , ville, palazzi e chiese.

Il borgo solo dopo la metà del 500 sotto il vice reame del benemerito Don Pedro di Toledo che fu l’ideatore del nuovo piano regolatore della città cominciò

 

 

chiesa-dellascensione-in-chiaia

Chiesa dell’Ascensione in Chiaia

A destra arriviamo nel Largo dell’Ascensione e si prosegue poi per Via Cavallerizza e Via Alabardieri. Imboccheremo la (cupa di Chiaja) attuale Via chiaja per giungere in Piazza Triste e Trento, già piazza San Ferdinando.

via-chiaia

Via Cupa Chiaia

Questa piazza è uno degli sbocchi principali del centro storico della città, caratterizzato dalla forma asimmetrica.

Queste strade sono conosciute e trafficate, ed oggi rappresentano i salotti buoni della città, ma proviamo a ripercorrerle pensando di essere nel XVI secolo, avendo il mare sulla destra, camminando fra colline piene di verde e senza l’antropizzazione attuale. Ci siete riusciti?

Noi speriamo di Sì.

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *